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Marzo è il mese in cui ricorre la Giornata internazionale della donna, istituita per non dimenticare le discriminazioni e le violenze subite dalle donne. Questa ricorrenza è anche un’occasione per sottolineare le loro conquiste, sia in campo sociale sia economico. Quale momento migliore quindi per dedicare un po’ di tempo anche alla loro salute? Sempre occupate a districarsi fra impegni familiari e lavoro, o completamente assorbite dalla carriera, spesso le donne non riescono a trovare del tempo da dedicare a se stesse. È bene quindi che approfittino di questa occasione, per concedersi più attenzioni.

L’importanza della prevenzione

È nota ormai l’importanza che ha la prevenzione nel diagnosticare eventuali malattie in modo tempestivo, così da poterle curare adeguatamente.
Alcune patologie che riguardano in modo specifico la sfera femminile, sono quelle relative all’apparato ginecologico e mammario. È importante sottolineare che anche se alcune patologie femminili si presentano soprattutto dopo i quarant’anni, altre possono manifestarsi anche prima. Pertanto raggiunta l’età fertile, è opportuno fare dei controlli periodici per avere conferma che sia tutto a posto.
Vediamo insieme quali sintomi possono essere indicativi dell’insorgenza di determinate malattie e quali controlli fare per diagnosticarle.

Patologie ginecologiche

Tumore della cervice

Una delle malattie che riguardano l’apparato ginecologico femminile è il tumore della cervice uterina, ossia la parte inferiore dell’utero. Questa forma tumorale ha in genere all’origine un’infezione causata dall’HPV (Human Papilloma Virus), che si contrae per via sessuale. La neoplasia è la conseguenza di un deficit del sistema immunitario, che non riesce a debellare rapidamente il virus.
Sintomi “campanello d’allarme” possono essere: sanguinamenti vaginali irregolari o successivi a rapporti sessuali (accompagnati anche da un lieve dolore), o dopo la menopausa; perdite vaginali; dolori all’altezza della zona pelvica. Tali disturbi però, in genere, si manifestano quando il tumore è in una fase avanzata.
Poiché nella fase iniziale questa forma tumorale è spesso asintomatica, la soluzione migliore è quella di puntare sulla prevenzione, facendo ogni 2-3 anni un esame mirato, ovvero il pap-test, che permette di individuare eventuali anomalie.

Fibroma uterino

In molti casi il fibroma uterino è asintomatico, o causa lievi disturbi, motivo in più per sottoporsi a dei check-up ginecologici periodici che puntino sulla prevenzione. L’ecografia transvaginale consente di diagnosticare l’eventuale presenza di questa patologia, così da poterla curare in modo adeguato.
Anche se spesso questo tipo di fibroma è di natura benigna, i sintomi che si presentano in circa il 50% dei casi hanno ripercussioni negative sulla qualità della vita delle donne.
I sintomi più comuni sono:

– flusso mestruale intenso, che può portare all’anemia
– dolore nella zona pelvica e durante i rapporti sessuali
– infertilità o complicazioni durante la gravidanza
– incontinenza.

Cisti ovariche: come gestirle?

Le cisti ovariche riguardano prevalentemente le donne in età fertile e fortunatamente nella maggior parte dei casi sono di natura benigna. Sono causate in prevalenza da momentanee alterazioni della normale attività dei follicoli , ossia gli involucri all’interno dei quali avviene la maturazione della cellula uovo. In molti casi vengono espulse in modo naturale, con il flusso mestruale.
In presenza di sintomi come: irregolarità nel ciclo mestruale (flusso esageratamente intenso o troppo scarso), dolori nella regione pelvica o dopo i rapporti sessuali, è opportuno sottoporsi a un’ecografia transvaginale.
Nel momento in cui viene diagnosticata la presenza di cisti, occorre monitorarle (ripetendo periodicamente l’ecografia) e fortunatamente in un’altissima percentuale di casi nell’arco di poco tempo il riassorbimento avviene in modo naturale, per cui non è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

Sindrome dell’ovaio policistico

A volte non è sufficiente fermarsi all’ecografia per trovare la cura più adeguata. In alcune donne che soffrono di ipotiroidismo, ossia hanno la tiroide che lavora poco, si può ad esempio manifestare una patologia simile alla Pcos (sindrome dell’ovaio policistico). I sintomi in questo caso sono: irregolarità mestruale o amenorrea. Per trovare la cura giusta occorre quindi fare, oltre all’ecografia transvaginale, un esame del sangue per valutare se gli ormoni tiroidei sono nella norma.

Patologie mammarie: cause e rimedi

Anche se le cause che stanno all’origine dei tumori al seno non sono state ancora ben delineate, tuttavia sono stati individuati dei fattori di rischio riconducibili a queste neoplasie.
Ma in cosa consistono i tumori al seno? Sono tessuti formati da un insieme di cellule anomale, che si riproducono all’interno delle ghiandole mammarie.
Alcuni dei fattori di rischio chiamati in causa sono: l’ereditarietà, l’età superiore ai 50 anni (nonché la menopausa dopo tale età), la comparsa precoce della prima mestruazione, non aver procreato o aver avuto figli dopo i 30 anni. A questi si aggiungono: l’obesità, non fare attività fisica, un’alimentazione ricca di grassi e povera di frutta e verdura, il fumo.

Come orientarsi nella prevenzione?

Per prima cosa è necessario avere uno stile di vita che vada nella direzione opposta rispetto alle cattive abitudini che abbiamo appena elencato tra i fattori di rischio.
Inoltre è opportuno sottoporsi a dei controlli periodici, così da poter intervenire in modo tempestivo e non invasivo, per bloccare eventuali neoplasie nella fase iniziale.

Quali sintomi possono far supporre la presenza di tumori alla mammella?

– Con la palpazione si può riscontrare una maggiore consistenza in alcune parti del seno, segnale della possibile presenza di noduli. È consigliabile ricorrere all’autopalpazione come metodo di prevenzione dopo i 20 anni, praticandola una volta al mese la settimana successiva alle mestruazioni.
– Se ci si osserva davanti allo specchio mettendo le mani dietro la nuca, si possono individuare eventuali rientranze del tessuto della mammella o i linfonodi che si trovano sotto alle ascelle gonfi.
– Non trascurare inoltre la presenza di perdite di sangue o secrezioni di liquidi dai capezzoli.

Se non si hanno sintomi o casi in famiglia di tumori al seno, che richiederebbero una pianificazione dei controlli specifica, è consigliabile dopo i 30 anni fare degli screening annuali che prevedano una visita senologica associata a un’ecografia.
Dopo i 40, è opportuno sottoporsi, ogni 1 o 2 anni, anche alla mammografia.

Diagnostica per immagini e visita specialistica

A noi del Poliambulatorio Venere sta a cuore la salute dei nostri pazienti, che potranno disporre della consulenza dei nostri specialisti e di macchinari diagnostici all’avanguardia.
Per puntare sulla prevenzione e avere delle risposte in tempi brevi, presso il nostro poliambulatorio si possono fare visite specialistiche, ecografie e mammografia 3D, Rx.
Per prenotazioni contattateci ai seguenti numeri: tel. 06 6152361 – cell. 371 3400723.